Maiô para uma sociedade à deriva

Swimsuit for an adrift society

mercoledì 4 dicembre 2013

Extra




Quando entri in una nuova azienda, per qualche tempo sei un "extracomunitario".
In osservazione.
Come in uno Stato che ti vede straniero in cerca di pane, gli autoctoni colleghi ti scrutano sospettosi, attendono segnali di inserimento culturale.
Tra loro c'è sicuramente quello che teme tu gli possa portare via il lavoro.
E quello che teme tu possa avere qualche agevolazione in più di lui.
Se poi sei collaboratore esterno, ma di fatto utilizzi tutti i "servizi" interni, sei doppiamente sospetto.
Sei di fatto un extra. Un extra loro.
Ci vuole pazienza. E correttezza. Qualche sorriso e qualche battuta che simboleggi un: "Sono uno di voi."
L'integrazione richiede un po' di tempo.
Probabilmente il tempo nel quale il tuo progetto giunge a termine.
E tornerai ad essere solo esterno, pronto ad essere di nuovo "extracomunitario" in un altro "Stato" che ti possa offrire qualche mese di certezza.


giovedì 24 ottobre 2013

Davanti al mare


"Cosa ti devo dire?
Non hai nessuna colpa, hai fatto tutto bene, sei stato un bravo genitore, si.
Hai sempre voluto il meglio per me.
Ma forse è proprio questo...
Nessun genitore deve volere il meglio per suo figlio. E sai perché?
Perché non lo sa.
Un genitore non sa cos'è il meglio per suo figlio. Non lo può sapere, come potrebbe?
E' Dio? Legge nella sfera di cristallo?
No, è solo un genitore.
E allora dovrebbe starsene a guardare e basta, in silenzio e con grande calma.
Un po' come si sta davanti al mare a guardare il mare.
Come si fa davanti al mare?
Si guarda il mare. Basta.
Si accompagnano le onde con lo sguardo.
Questo.
Una per una.
Così. Accompagnare. Anche i figli bisogna accompagnarli. Stare a guardarli, come le onde...
Dovete in ogni caso esserci. In ogni caso. Comunque vada.
Dovreste essere curiosi, voi genitori. Molto curiosi.
Dovreste morire dalla curiosità di vedere dove diavolo andrà a finire quella linea spezzata che è partita da voi..."
da "Non so niente di te"
di Paola Mastrocola
(Grazie a Silvia)








Io e il Biondo siamo andati ad un incontro.
Si parlava di mesi e di anni scolastici.
All'estero.
Ci hanno spiegato tante cose:

I ragazzi dopo aver superato un test e un colloquio con uno psicologo, scelgono un Paese in cui trasferirsi. Per sei mesi o per l'intero anno scolastico.
La formula più "economica", è un po' come le formule "roulette" delle agenzie di viaggi. Fino a pochi giorni prima di partire non conosci la tua destinazione all'interno dello Stato scelto. L'altra formula non la prendo neppure in considerazione perchè costa tantissimo.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti ad esempio, puoi capitare nel Nord come nel profondo Sud. E non hai possibilità di scelta. Questo perché sono le famiglie ospitanti a scegliere i ragazzi. Che selezioneranno in base ai profili che, gli operatori dell'organizzazione che lavorano sul posto, proporranno loro.

Per famiglia si intende qualunque tipo di nucleo. Possono essere una coppia con figli. O anche senza figli. Un single o una sigle, con figli o senza figli. Di qualunque età.
Inoltre, si tratta di famiglie che vivono in paesi medio-piccoli. E hanno precisato che questi posti non hanno nulla a che vedere con un piccolo paese in provincia di Bologna. Ci sono luoghi che contano 300 abitanti. Dove oltre alla scuola e alla chiesa c'è il nulla.
Le famiglie sono in genere persone che accolgono i ragazzi per respirare culture diverse, cercano di inserirli come fossero figli loro e sono volontarie. Non guadagnano nulla.
A volte ci sono incomprensioni tra lo studente e la famiglia, ma nella maggior parte dei casi si risolvono nel primo mese.
I ragazzi frequenteranno la scuola americana. Dovranno cambiare completamente il loro modello di scuola.
Innanzitutto metteranno in stand by alcune materie, come il Latino e il Greco. O la Filosofia.
La Storia sarà un'altra Storia e le materie umanistiche praticamente inesistenti.

Avranno quindi poche materie obbligatorie e per il resto sceglieranno loro stessi il pacchetto di studi.
Si spazia dalla Cucina alla Falegnameria. Possono scegliere di fare Arte, che è molto più pratica che teorica, fino ad arrivare alla Recitazione, passando magari da qualche ora di Agricoltura.
Inoltre, tutto quello che è ora, per loro, attività extra scolastica, negli Stati Uniti la faranno a scuola.
Sport, ogni piccola scuola ha le sue squadre, e musica. Giornale della scuola sempre attivo. Feste e balli e scuola guida.
Tutta la vita sociale dei ragazzi gira dentro e intorno alla scuola. Mattino, pomeriggio e a volte sera.
"Questa è l'unica cosa che potete vedere anche nei telefilm, per  il resto, dimenticatevi l'America che vedete in televisione."

Il rientro in Italia, il ritorno a scuola, dicono sia spesso un po' traumatico e difficoltoso. Ci sono da recuperare in qualche modo i mesi persi e nel frattempo seguire il programma. C'è da ritornare ad una "normalità" che pareva scontata e invece ora non lo è più. Ne hanno scoperta un'altra. Diversa.

Tutto questo l'ho scritto perché l'ho trovato interessante e ho pensato potesse interessare a qualcuno che ha figli adolescenti.
Ma in realtà, serve più a me.
Ho qualche perplessità e mi piacerebbe parlare con qualche genitore che ha fatto questo tipo di esperienza.
Ci sono diversi aspetti che possono destare in me preoccupazione, ma che per lui non sono frenanti.
Sarebbe intenzionato ad andare.
Ha 16 anni. Sarebbe una bella esperienza. Formativa per lui...
...e anche per me. Però potrebbe anche essere negativa.
La sto tirando per le lunghe...
...il fatto è che non so se IO mi sento pronta a stare tanti mesi senza il Biondo.
A guardarlo come guardo il mare.
Da lontano.
Anche davanti al mare ti può venire una voglia irrefrenabile di camminare, verso di lui.
Non è detto che riesci a restare fermo. Ad accompagnare le onde con lo sguardo.
Una per una.

Ho ripetuto cento volte la parola "scuola".
Ma ora ho troppo sonno....
Si accettano consigli.
(Santa Svezia prega per me...)


giovedì 17 ottobre 2013

bonus malus

Ogni volta che scopro e imparo qualcosa mi sento piccola e grande nello stesso tempo.
Mi prende un'infantile eccitazione che mi spinge a condividere, con chi mi trovo accanto, la mia scoperta.
E così dal mio divano, comincio a leggere frasi ai miei poveri "coinquilini" che magari stanno guardando un film o sono impegnati in altre attività e pazientemente sopportano i miei slanci di entusiasmo. Oppure scrivo su Facebook. A qualcuno lo devo dire.

L'ultima scoperta che ho fatto è questo libro:



Adesso ve lo racconto un po'.
Il titolo lo vedete bene nell'immagine. Il sottotitolo è: "Il latino degli italiani"
Una raccolta di oltre 1.000 espressioni latine in uso nella lingua italiana, con annessi traduzione e significato.

Io non ho mai studiato latino e i miei primi approcci con questa lingua, risalgono a tre anni fa, quando ho iniziato ad interrogare mio figlio liceale.
In realtà, a volte senza saperlo, usavo tante parole che sono rimaste tali e quali dai tempi che furono.
Come ad esempio "anguilla", o "ferramenta".
Per non parlare di tutti i modi di dire che ognuno di noi utilizza comunemente.
"Dulcis in fundo" è scontato che sia latino, ma "in separata sede" per me non lo era.
Essendo ormai da tempo, un'appassionata di parole e significati, mi sono divorata questo manuale che mi ha dato grande soddisfazione e terrò al mio fianco mentre scrivo le mie cose. Sono certa che mi tornerà utile.

Ora vi scrivo alcune frasi che hanno più colpito la mia "non conoscenza":

"ad impossibilia nemo tenetur"
"nessuno è obbligato a fare cose impossibili"; detto pseudogiuridico con il quale si afferma che all'individuo no può essere richiesto un impegno superiore alle umane possibilità.

"albo signanda lapillo (sottint. dies)"
"(giornata) da segnarsi con il sassolini bianco";
l'uso antico di indicare con una pietruzza bianca (il bianco era, per i Romani, il colore della letizia, così come il nero era - ed è rimasto - il colore del lutto) un giorno felice, ha dato vita a questa espressione che noi ancora adoperiamo per sottolineare un evento particolarmente fortunato o che, per qualsiasi motivo, ci ha reso lieti.

"fiat iustitia et pereat mundus"
"si faccia giustizia e crolli (pure) il mondo".
Questo sostiene chi afferma che non si deve esitare a punire l'iniquità in qualunque luogo essa si annidi. E con tanta maggiore severità, se essa si nasconde fra persone che detengono il potere; colpendo le quali potrebbero crollare i pilastri su cui si regge la vita di uno Stato.

Era già tutto previsto...


Mi è piaciuto molto scovare tra le parole latine "agenda":
"cose da farsi", era in origine il neutro plurale del gerundivo di agere.
E' divenuto, in italiano, un sostantivo di genere femminile singolare ed è usato per designare il taccuino nel quale si scrivono, perché non siano dimenticati, gli appuntamenti e i singoli impegni di lavoro che devono essere sbrigati in ciascuna giornata.

Concludo con un latinissimo:
"eccetera, eccetera, eccetera...." 
"e tutto il resto" ve lo lascio scoprire.


Vi posto il link della casa editrice che pubblica questo gioiellino.
Da mettere in agenda.

http://www.societaeditricedantealighieri.it/libreria/index.php?main_page=advanced_search_result&search_in_description=1&zenid=8621958585dad39f5d9d906623e61363&keyword=bonus+malus

lunedì 30 settembre 2013

I giardini della Solidarietà

Uno scivolo,
una casetta, 
un prato appena nato, 
i cavallini a molla
e qualche giovane albero.
Un altro colore.
Un altro traguardo.




Sabato scorso a Sanfe c'è stata una speciale inaugurazione.

Io cerco sempre di andare alle inaugurazioni speciali. E non per curiosità o mondanità, ma perché ho la convinzione che, per chi ha creduto in un progetto, la soddisfazione più grande sia, oltre a vederlo realizzato, quella di poter condividere con più persone possibili la sua presentazione. Questo vale per un locale, per un negozio, per un libro o, come in questo caso, per un giardino.
Questo di cui vi parlo è un giardino un po' magico.
Magicamente nato grazie alla solidarietà di chi crede nel potere degli alberi. Nel loro importante compito di essere protettori di testoline accaldate. Donatori di ombra e di temporanea quiete. Stimolatori di arrampicate e fantasiose avventure.
Lo so, a voi sembra un giardino normale, ma nella nostra scuola nuova, costruita al volo dopo il terremoto, non c'era nulla di verde fuori. Era tutto grigio. Non c'era tempo per il colore.
Ora il colore c'è.


Come in un dipinto di un pittore che pondera con cura le scelte cromatiche, il colore è arrivato a poco a poco. Prima le mura delle scuole e ora un principio di verde. Nella sua sfumatura più naturale.

Ho scritto questo post per augurare a quei giovani alberi di essere magici anche nella crescita. 
Di crescere più in fretta degli altri. 
E di fare la conoscenza, al più presto, con altri alberi, che spero arriveranno per contornare tutto il polo scolastico.

Cristiana Cesari

#terremoto #solidarietà 

sabato 8 giugno 2013

Si sente...

Oggi ho ascoltato un po' di canzoni per radio. 
A mio parere in diverse canzoni italiane "moderne" c'é questo amore urlato che quasi infastidisce. 
(A me.)
Una specie di fuoco artificiale che tanto sa di finto e guaito. Rapido come il tempo che dureranno queste canzoni. 
Scoppiettante. Da consumo veloce. 
Partito l'artificio rimane solo fumo. Amore artificiale. Canzoni dal sangue posticcio. Pomodoro.
Testi scritti a tavolino da chi, d'Amore, ha "sentito" poco ma pensa che basti ostentare alcune parole chiave per farlo sembrare grande.
Ascoltandole non riesco a provare niente e penso che, forse, l'amore grande, in generale, non si possa raccontare o spiegare. Se non per metafore. 



Cercavo un esempio di canzone italiana abbastanza attuale dove l'amore si "sente"...
... ci ricasco sempre. 
Seppur la canzone sia dedicata ad una madre, è universalmente (amorosamente) collocabile in ogni contesto.
Ma io sono di parte...lui può ululare, guaire, stonare...







CRASH!!!



Oggi mi è venuto questo pensiero ....
....che imparare a "stare al mondo" (come diceva mia nonna) sia un po' come imparare a guidare. 
Devi imparare ad usare il cambio.
Lo sterzo. 
L'acceleratore. (Perché magari tu leggi che puoi arrivare ai trecento ma non è che lo puoi fare davvero. E devi rispettare i limiti. Che sennò arriva la multa. Aiaiai!!!)
E poi i freni. Importantissimi.
Dopodiché c'è tutta la segnaletica. 
Il semaforo. (Verde, rosso e, il più difficile, che è quello giallo.)
Il divieto di accesso.
La curva a gomito. (Nella metafora è presente anche il suo "eccesso". L'inversione a U.)
Il senso unico.
Il divieto di parcheggio o il parcheggio a disco orario.
O a pagamento. Aiaiai!!!
Completa il tutto l'indicazione.
Spesso scarsa e inadeguata.
Insomma in teoria ci vorrebbero abilità, attenzione e prudenza. Fermo restando che puoi sempre trovare quello che vive sempre in pista che ti taglia la strada.
Eggià, come la via, la vita è fatta anche di incidenti (crash!) e di "Accidenti!!!".
Non puoi farci nulla.
Ti viaggiano intorno troppe auto. C'è chi non rispetta i limiti, chi non sa proprio guidare (che forse è anche peggio) e, in fondo, anche tu magari non sei proprio un gran pilota e, qualche volta per distrazione, altre per fretta o per paura, puoi incappare in incidenti, in infrazioni del codice o in multe salatissime. 

Aiaiaiaiai!!!!


p.s. Certo è, che come dice la mia amica Vittoria, non si può neppure guidare con il freno a mano tirato.

venerdì 31 maggio 2013

"Genio misterioso e affabile"

Oggi ho conosciuto un uomo: Elias Canetti.
Non l'ho proprio conosciuto bene. Diciamo che ho avuto un primo approccio.
Ho trovato un breve brano tratto dal suo libro "La rapidità dello spirito" scorrendo la Home di Facebook.
(Se c'è una cosa che mi piace di Facebook è che ogni tanto si fa qualche interessante scoperta.)
Ma torniamo a Elias.
Sono andata subito a cercare qualche informazione su di lui....

http://it.wikipedia.org/wiki/Elias_Canetti

....e in seguito ho cercato qualche scritto.
Ovviamente, nelle ricerche che riguardano i letterati, gli aforismi sono predominanti.
L'aforisma, in effetti, è utile a pungolare quella prima impressione che ti può far pensare: "Questo potrebbe interessarmi."
Forse non bisognerebbe però accontentarsi. L'aforisma, che tanto è in voga sui social network, è soltanto un assaggio, che penso dovrebbe stimolare l'appetito e spingerci ad approfondire la conoscenza di un autore.
Inoltre, spesso è estrapolato da testi più completi, che potrebbero offrirci una visione differente del contenuto o del significato.
Ne vorrei condividere alcuni con voi:


- Il comportamento degli uomini è così equivoco che basta mostrarsi come si è per vivere completamente occultati e sconosciuti.

- Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio.

- Come è facile dire: trovare se stesso! Quanto ci si spaventa, quando davvero accade!

- Ogni imbecille, basta che ne abbia voglia, può perturbare la mente più complicata.

- Gli uomini non hanno più misura, per nulla, da quando la vita umana non è più la misura.

- Darwinismo capovolto: e se quelli che rimangono fossero sempre i peggiori?


A me sembra un soggetto mitteleuropeo interessante...
Tra le sue opere ho scovato diversi titoli che vorrei nella mia libreria. Tra i tanti il saggio di antropologia e sociologia "Massa e potere" che lui stesso definì "l'opera di una vita".
Per ora comprerò "La rapidità dello spirito", visto che ci sono inciampata oggi.

"Genio misterioso e affabile" lo definì Claudio Magris.
Elias Canetti mi ispira.
Vedremo. ;-)