Maiô para uma sociedade à deriva

Swimsuit for an adrift society
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mercoledì 4 dicembre 2013

Extra




Quando entri in una nuova azienda, per qualche tempo sei un "extracomunitario".
In osservazione.
Come in uno Stato che ti vede straniero in cerca di pane, gli autoctoni colleghi ti scrutano sospettosi, attendono segnali di inserimento culturale.
Tra loro c'è sicuramente quello che teme tu gli possa portare via il lavoro.
E quello che teme tu possa avere qualche agevolazione in più di lui.
Se poi sei collaboratore esterno, ma di fatto utilizzi tutti i "servizi" interni, sei doppiamente sospetto.
Sei di fatto un extra. Un extra loro.
Ci vuole pazienza. E correttezza. Qualche sorriso e qualche battuta che simboleggi un: "Sono uno di voi."
L'integrazione richiede un po' di tempo.
Probabilmente il tempo nel quale il tuo progetto giunge a termine.
E tornerai ad essere solo esterno, pronto ad essere di nuovo "extracomunitario" in un altro "Stato" che ti possa offrire qualche mese di certezza.


giovedì 24 ottobre 2013

Davanti al mare


"Cosa ti devo dire?
Non hai nessuna colpa, hai fatto tutto bene, sei stato un bravo genitore, si.
Hai sempre voluto il meglio per me.
Ma forse è proprio questo...
Nessun genitore deve volere il meglio per suo figlio. E sai perché?
Perché non lo sa.
Un genitore non sa cos'è il meglio per suo figlio. Non lo può sapere, come potrebbe?
E' Dio? Legge nella sfera di cristallo?
No, è solo un genitore.
E allora dovrebbe starsene a guardare e basta, in silenzio e con grande calma.
Un po' come si sta davanti al mare a guardare il mare.
Come si fa davanti al mare?
Si guarda il mare. Basta.
Si accompagnano le onde con lo sguardo.
Questo.
Una per una.
Così. Accompagnare. Anche i figli bisogna accompagnarli. Stare a guardarli, come le onde...
Dovete in ogni caso esserci. In ogni caso. Comunque vada.
Dovreste essere curiosi, voi genitori. Molto curiosi.
Dovreste morire dalla curiosità di vedere dove diavolo andrà a finire quella linea spezzata che è partita da voi..."
da "Non so niente di te"
di Paola Mastrocola
(Grazie a Silvia)








Io e il Biondo siamo andati ad un incontro.
Si parlava di mesi e di anni scolastici.
All'estero.
Ci hanno spiegato tante cose:

I ragazzi dopo aver superato un test e un colloquio con uno psicologo, scelgono un Paese in cui trasferirsi. Per sei mesi o per l'intero anno scolastico.
La formula più "economica", è un po' come le formule "roulette" delle agenzie di viaggi. Fino a pochi giorni prima di partire non conosci la tua destinazione all'interno dello Stato scelto. L'altra formula non la prendo neppure in considerazione perchè costa tantissimo.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti ad esempio, puoi capitare nel Nord come nel profondo Sud. E non hai possibilità di scelta. Questo perché sono le famiglie ospitanti a scegliere i ragazzi. Che selezioneranno in base ai profili che, gli operatori dell'organizzazione che lavorano sul posto, proporranno loro.

Per famiglia si intende qualunque tipo di nucleo. Possono essere una coppia con figli. O anche senza figli. Un single o una sigle, con figli o senza figli. Di qualunque età.
Inoltre, si tratta di famiglie che vivono in paesi medio-piccoli. E hanno precisato che questi posti non hanno nulla a che vedere con un piccolo paese in provincia di Bologna. Ci sono luoghi che contano 300 abitanti. Dove oltre alla scuola e alla chiesa c'è il nulla.
Le famiglie sono in genere persone che accolgono i ragazzi per respirare culture diverse, cercano di inserirli come fossero figli loro e sono volontarie. Non guadagnano nulla.
A volte ci sono incomprensioni tra lo studente e la famiglia, ma nella maggior parte dei casi si risolvono nel primo mese.
I ragazzi frequenteranno la scuola americana. Dovranno cambiare completamente il loro modello di scuola.
Innanzitutto metteranno in stand by alcune materie, come il Latino e il Greco. O la Filosofia.
La Storia sarà un'altra Storia e le materie umanistiche praticamente inesistenti.

Avranno quindi poche materie obbligatorie e per il resto sceglieranno loro stessi il pacchetto di studi.
Si spazia dalla Cucina alla Falegnameria. Possono scegliere di fare Arte, che è molto più pratica che teorica, fino ad arrivare alla Recitazione, passando magari da qualche ora di Agricoltura.
Inoltre, tutto quello che è ora, per loro, attività extra scolastica, negli Stati Uniti la faranno a scuola.
Sport, ogni piccola scuola ha le sue squadre, e musica. Giornale della scuola sempre attivo. Feste e balli e scuola guida.
Tutta la vita sociale dei ragazzi gira dentro e intorno alla scuola. Mattino, pomeriggio e a volte sera.
"Questa è l'unica cosa che potete vedere anche nei telefilm, per  il resto, dimenticatevi l'America che vedete in televisione."

Il rientro in Italia, il ritorno a scuola, dicono sia spesso un po' traumatico e difficoltoso. Ci sono da recuperare in qualche modo i mesi persi e nel frattempo seguire il programma. C'è da ritornare ad una "normalità" che pareva scontata e invece ora non lo è più. Ne hanno scoperta un'altra. Diversa.

Tutto questo l'ho scritto perché l'ho trovato interessante e ho pensato potesse interessare a qualcuno che ha figli adolescenti.
Ma in realtà, serve più a me.
Ho qualche perplessità e mi piacerebbe parlare con qualche genitore che ha fatto questo tipo di esperienza.
Ci sono diversi aspetti che possono destare in me preoccupazione, ma che per lui non sono frenanti.
Sarebbe intenzionato ad andare.
Ha 16 anni. Sarebbe una bella esperienza. Formativa per lui...
...e anche per me. Però potrebbe anche essere negativa.
La sto tirando per le lunghe...
...il fatto è che non so se IO mi sento pronta a stare tanti mesi senza il Biondo.
A guardarlo come guardo il mare.
Da lontano.
Anche davanti al mare ti può venire una voglia irrefrenabile di camminare, verso di lui.
Non è detto che riesci a restare fermo. Ad accompagnare le onde con lo sguardo.
Una per una.

Ho ripetuto cento volte la parola "scuola".
Ma ora ho troppo sonno....
Si accettano consigli.
(Santa Svezia prega per me...)


giovedì 17 ottobre 2013

bonus malus

Ogni volta che scopro e imparo qualcosa mi sento piccola e grande nello stesso tempo.
Mi prende un'infantile eccitazione che mi spinge a condividere, con chi mi trovo accanto, la mia scoperta.
E così dal mio divano, comincio a leggere frasi ai miei poveri "coinquilini" che magari stanno guardando un film o sono impegnati in altre attività e pazientemente sopportano i miei slanci di entusiasmo. Oppure scrivo su Facebook. A qualcuno lo devo dire.

L'ultima scoperta che ho fatto è questo libro:



Adesso ve lo racconto un po'.
Il titolo lo vedete bene nell'immagine. Il sottotitolo è: "Il latino degli italiani"
Una raccolta di oltre 1.000 espressioni latine in uso nella lingua italiana, con annessi traduzione e significato.

Io non ho mai studiato latino e i miei primi approcci con questa lingua, risalgono a tre anni fa, quando ho iniziato ad interrogare mio figlio liceale.
In realtà, a volte senza saperlo, usavo tante parole che sono rimaste tali e quali dai tempi che furono.
Come ad esempio "anguilla", o "ferramenta".
Per non parlare di tutti i modi di dire che ognuno di noi utilizza comunemente.
"Dulcis in fundo" è scontato che sia latino, ma "in separata sede" per me non lo era.
Essendo ormai da tempo, un'appassionata di parole e significati, mi sono divorata questo manuale che mi ha dato grande soddisfazione e terrò al mio fianco mentre scrivo le mie cose. Sono certa che mi tornerà utile.

Ora vi scrivo alcune frasi che hanno più colpito la mia "non conoscenza":

"ad impossibilia nemo tenetur"
"nessuno è obbligato a fare cose impossibili"; detto pseudogiuridico con il quale si afferma che all'individuo no può essere richiesto un impegno superiore alle umane possibilità.

"albo signanda lapillo (sottint. dies)"
"(giornata) da segnarsi con il sassolini bianco";
l'uso antico di indicare con una pietruzza bianca (il bianco era, per i Romani, il colore della letizia, così come il nero era - ed è rimasto - il colore del lutto) un giorno felice, ha dato vita a questa espressione che noi ancora adoperiamo per sottolineare un evento particolarmente fortunato o che, per qualsiasi motivo, ci ha reso lieti.

"fiat iustitia et pereat mundus"
"si faccia giustizia e crolli (pure) il mondo".
Questo sostiene chi afferma che non si deve esitare a punire l'iniquità in qualunque luogo essa si annidi. E con tanta maggiore severità, se essa si nasconde fra persone che detengono il potere; colpendo le quali potrebbero crollare i pilastri su cui si regge la vita di uno Stato.

Era già tutto previsto...


Mi è piaciuto molto scovare tra le parole latine "agenda":
"cose da farsi", era in origine il neutro plurale del gerundivo di agere.
E' divenuto, in italiano, un sostantivo di genere femminile singolare ed è usato per designare il taccuino nel quale si scrivono, perché non siano dimenticati, gli appuntamenti e i singoli impegni di lavoro che devono essere sbrigati in ciascuna giornata.

Concludo con un latinissimo:
"eccetera, eccetera, eccetera...." 
"e tutto il resto" ve lo lascio scoprire.


Vi posto il link della casa editrice che pubblica questo gioiellino.
Da mettere in agenda.

http://www.societaeditricedantealighieri.it/libreria/index.php?main_page=advanced_search_result&search_in_description=1&zenid=8621958585dad39f5d9d906623e61363&keyword=bonus+malus

sabato 8 giugno 2013

Si sente...

Oggi ho ascoltato un po' di canzoni per radio. 
A mio parere in diverse canzoni italiane "moderne" c'é questo amore urlato che quasi infastidisce. 
(A me.)
Una specie di fuoco artificiale che tanto sa di finto e guaito. Rapido come il tempo che dureranno queste canzoni. 
Scoppiettante. Da consumo veloce. 
Partito l'artificio rimane solo fumo. Amore artificiale. Canzoni dal sangue posticcio. Pomodoro.
Testi scritti a tavolino da chi, d'Amore, ha "sentito" poco ma pensa che basti ostentare alcune parole chiave per farlo sembrare grande.
Ascoltandole non riesco a provare niente e penso che, forse, l'amore grande, in generale, non si possa raccontare o spiegare. Se non per metafore. 



Cercavo un esempio di canzone italiana abbastanza attuale dove l'amore si "sente"...
... ci ricasco sempre. 
Seppur la canzone sia dedicata ad una madre, è universalmente (amorosamente) collocabile in ogni contesto.
Ma io sono di parte...lui può ululare, guaire, stonare...







CRASH!!!



Oggi mi è venuto questo pensiero ....
....che imparare a "stare al mondo" (come diceva mia nonna) sia un po' come imparare a guidare. 
Devi imparare ad usare il cambio.
Lo sterzo. 
L'acceleratore. (Perché magari tu leggi che puoi arrivare ai trecento ma non è che lo puoi fare davvero. E devi rispettare i limiti. Che sennò arriva la multa. Aiaiai!!!)
E poi i freni. Importantissimi.
Dopodiché c'è tutta la segnaletica. 
Il semaforo. (Verde, rosso e, il più difficile, che è quello giallo.)
Il divieto di accesso.
La curva a gomito. (Nella metafora è presente anche il suo "eccesso". L'inversione a U.)
Il senso unico.
Il divieto di parcheggio o il parcheggio a disco orario.
O a pagamento. Aiaiai!!!
Completa il tutto l'indicazione.
Spesso scarsa e inadeguata.
Insomma in teoria ci vorrebbero abilità, attenzione e prudenza. Fermo restando che puoi sempre trovare quello che vive sempre in pista che ti taglia la strada.
Eggià, come la via, la vita è fatta anche di incidenti (crash!) e di "Accidenti!!!".
Non puoi farci nulla.
Ti viaggiano intorno troppe auto. C'è chi non rispetta i limiti, chi non sa proprio guidare (che forse è anche peggio) e, in fondo, anche tu magari non sei proprio un gran pilota e, qualche volta per distrazione, altre per fretta o per paura, puoi incappare in incidenti, in infrazioni del codice o in multe salatissime. 

Aiaiaiaiai!!!!


p.s. Certo è, che come dice la mia amica Vittoria, non si può neppure guidare con il freno a mano tirato.

lunedì 8 aprile 2013

Barcellona



Viveva da quattro mesi in quella città. L'aveva scelta due anni prima, durante un viaggio.
L'aveva scelta perché c'era il mare.
Perché c'era tanto da passeggiare. Tanto da scoprire.
L'appartamento era piccolo ma centralissimo. Piccolo ma con un terrazzo a cui affacciarsi.
In Carrer del Bonsuccès.
Poteva scendere la mattina e trovare subito vita. E caffè.
Poteva scendere la sera e trovare subito musica.
La Rambla era vicina. Ma non la frequentava molto. Preferiva passeggiare nelle piccole vie e permettere, alle tante piazze che le apparivano senza preavviso, di stupirla. Fotografava e scriveva. Appuntava sensazioni.
Come quel giorno, quando entrò nella Sagrada Familia.
Quell' immenso "capriccio".
Non riusciva a tenere dritta la testa, che rimaneva piegata all'indietro, guardando lassù. Le sembrava volesse staccarsi dal collo tanto tirava verso l'alto.
I suoi occhi restarono rivolti al cielo per tutto il tempo e capirono perché Antoni Gaudì era l'architetto di Dio.
Perché tutto, in quel luogo, ti porta a guardare in alto, dal basso delle colonne che sembra si muovano, si slancino, si proiettino verso il cielo, all'alto della cupola che pare irraggiungibile.



Barcellona le era apparsa come un luogo dove la libertà di essere fosse la normalità. Un luogo che riusciva perfettamente ad unire l'assoluta efficenza e qualità del vivere con l'originalità e la "trasgressione", in maniera naturalmente rilassata.
Tutto sembrava fosse più umano. Anche gli orari dei punti di passaggio che scandiscono le giornate. 
E trovava ovunque libero Wi-Fi.

Anche il clima era più umano.
Spesso raggiungeva Barceloneta, per mangiare qualcosa di fronte al mare. La spiaggia era sempre piena di persone allegre illuminate dal sole.
Il sole sembra più sole quando sta sopra al mare.
La sangria più sangria sulla sabbia di Barcellona.


Anche sulla spiaggia spesso fotografava. E scriveva...
...scriveva al mondo. A lettori immaginari.
Che forse non avrebbero mai letto le sue parole.
Ma non le importava.
Rivolta al mondo, guardando il mare, disse:
"Scrivo perché ho bisogno di parlarti anche attraverso cose che non leggerai mai."

 

martedì 12 marzo 2013

Sorprese a manitese


Manitese è un posto molto caldo. Forse perchè c'è tanta ordinata confusione.
Quando posso, il sabato pomeriggio, vado a fare la commessa volontaria. Mi piace perchè mi fa tornare indietro nel tempo, quando vendevo "innocui travestimenti". 
I clienti sono colorati e di tutte le nazionalità. I più belli sono i bambini che cercano il sogno tra i giocattoli usati.
Sabato abbiamo dato "luce" a due occhioni neri, grazie ad una chitarra della Bontempi. Quando questo facciotto è venuto a chiederci il prezzo della chitarra, sentivamo la sua fanciulla preghiera interiore. Il padre era accanto a lui e noi sapevamo che la nostra "voce" sarebbe stata decisiva per la felicità di quegli occhi. Ci siamo guardate e consultate un nano secondo e abbiamo comunicato la cifra. Il figlio ha guardato il padre che con un semplice cenno del capo ha espresso il suo consenso.
Gli abbiamo consegnato la chitarra con la soddisfazione di chi consegna una laurea.
E' stato un bel momento...
...dissacrato da Angelica, mia figlia, che ci ha informate del fatto, che il bimbo in questione era proprio quello che rincorreva i compagni e la maestra, con le forbici in mano, e voleva "ammassarle". E non è finita, lo stesso bimbo, ha strinto tanto forte il polso di Anita, l'amica di mia figlia, che le ha fatto quasi scoppiare le vene. Parole di bambina. Ci siamo guardate in faccia sorridendo.
Speriamo che la chitarra lo rilassi.

La cosa che mi piace di più fare a Manitese però è curiosare.
A Manitese ci puoi trovare di tutto. Tutto il vintage possibile e immaginabile.
Tutte le settimane arriva merce "nuova" di ogni genere. Dall'abbigliamento ai giocattoli. Dagli accessori agli oggetti per la casa. Qualunque cosa.

L'angolo migliore è sicuramente quello dei libri.
Le persone si liberano di un sacco di bellissimi libri. Un mare di libri, riviste e fumetti.
Sabato ho trovato una collezione fantastica.
Un malloppo di prime pagine...
...con certe notizie. Notizie d'altri tempi.
Ne ho fotografate alcune.







Tra i libri di ogni genere, ben catalogati, si trovano anche vere rarità dei "tempi che furono".

Questo è, o forse è meglio dire era, un libro per ragazzi di una volta...

 
"I bambini sono poeti inconsapevoli. Tutto nell'infanzia sembra misterioso e magico. Più tardi, dal bambino si sviluppa l'uomo e le belle fole dileguano. Ma talvolta, nell'uomo maturo, riappare il fanciullo, cioè il poeta. Allora la realtà ripiglia i colori del sogno."



E romanzi per giovinette...
...che parola carina!

 
Se avete cose che non utilizzate più, le potete portare in un posto che le ricicla nel modo migliore. Tutto ciò infatti diventa scambio finalizzato a progetti umanitari importanti ed inoltre quello che non serve più a voi può diventare un'acquisto soddisfacente ed economico per altri.
Venite a trovarci. Manitese è un posto dove ogni sabato scovo un sacco di sorprese.

mercoledì 30 gennaio 2013

Help me

Ragazze della caverna fermatemi!
Sto diventando una divoratrice di dolciumi.
Devo iniziare a lavorare al più presto per procurarmi un po' di sano stress che mi chiuda lo stomaco.
Le regole sono le seguenti:
- Chi mi vede davanti alla pasticceria dovrà piantarsi di fronte alla porta, aprire le ali e impedirmi di entrare.
- Se alla Coop notate casualmente nel mio carrello alimenti sospetti, distraetemi ed eliminateli. Se ho il Salvatempo li pagherò ma almeno non li mangerò.
- Quando venite a casa mia, mandatemi ai piani superiori con una scusa. Possibilmente valida. Con astuzia controllate accuratamente la mia credenza. Ciò che considerate dannoso va estrapolato e fatto sparire (magari non datelo in pasto a Paco).
- Chi viene in palestra con me tenga sotto controllo il mio girovita, il mio girofianchi ma, in particolare, ciò che mi gira tra i denti. E non mi prenda in giro. Mi vomiti addosso la realtà. Se salata è meglio.
N.B. Se vedete un giardiniere nel mio giardino preoccupatevi. Desperate Housewives docet.
P.S. Il regolamento entrerà in vigore alla fine della campagna elettorale.
Ora faccio merenda...

venerdì 9 novembre 2012

Dalla piscina

Nel caldo caos dell'atrio della piscina tenta di entrare un bimbetto.
8 anni?
La porta appare così pesante...
La madre, dietro di lui, ha sulla spalla sinistra la borsa per la piscina. Nella mano sinistra la sua borsettina. Nella mano destra una gabbia con dentro un gatto. Risultato: non riescono ad aprire la porta.
Con disinvoltura la "signora" grida arrabbiatissima al bimbetto:
"Spingi quella porta e vai dentro che poi ti distruggo".
Con disinvoltura piazza al bimbetto un calcio nel sedere.

Avrei tanto voluto dirle...

Giovane "signora". Lo so, è dura. Il lavoro, la casa, la piscina...Quando i bambini imparavano a nuotare nei fiumi era tutto molto più semplice. Più rischioso ma più semplice.
Le vorrei dare però un umile consiglio.
La prossima volta, faccia portare la borsa al bimbetto, che è già grandino e ce la può fare, e lasci a casa il gatto.
Si metta un velo di lucidalabbra e lasci il ciappo per capelli sul comodino. (Il total look acqua e sapone, alla nostra età, lasciamolo a Kate Moss)
Sappia che non c'è fretta. Che proprio di fianco alla piscina c'è la Coop. Sappia che alla Coop, per i momenti NO, vendono delle bustone che si chiamano 4 salti in padella. Che magari non faranno tanto bene allo stomaco (basta non abusarne), ma a volte possono far bene all'anima e nel caso specifico, al sedere e alla dignità del suo bimbetto.
Quando stasera arriva a casa, dopo cena, prima di caricare la lavastoviglie, si metta davanti allo specchio, si aggiusti il lucidalabbra e provi a sorridere.
E legga una poesia.

(E invece non ho detto niente...e il gatto è rimasto un'ora e venti minuti nella sua gabbia. Nel caldo caos dell'atrio della piscina.)

sabato 21 luglio 2012

Il cuscino d'oro


Ieri sera...a Finale Emilia...sotto il tendone della ERT...(che a Sanfe non abbiamo, mi hanno detto, perchè siamo più indipendenti e liberi. Liberi di fare che, vista la situazione, non ho capito...ma io ho i miei limiti e non capisco molte cose) ...ho visto un bellissimo spettacolo per bambini.

Un attore
Tanti cuscini di varie forme e colori.
Un aiutante dietro le quinte.

"Un bambino cresciutello ricorda che quando era piccolo piccolo aveva un cuscino sul quale faceva dei sogni bellissimi. Rammenta i sogni ma non riesce più a farsi venire in mente di che colore fosse il suo cuscino.
Pensa che forse se ne è dimenticato il giorno del suo compleanno, quando ricevette tantissimi regali.
Oppure quel giorno in cui entrò in un posto per chiedere un bicchiere d'acqua e vennero lui date bibite gassate, patatine, hamburger, gelati e caramelle colorate...e lui voleva solo un bicchiere d'acqua...
Oppure quel giorno in cui, seduto nella sua camera brontolava..." Mi annoio...mammmma mi annoio"...e la mamma gli diede uno strano aggeggio...e lui spingendo dei pulsanti cominciò a combattere con mostri di ogni tipo. Sempre più rumorosi e cattivi.
Oppure quella volta che voleva ricordare una melodia che aveva imparato a suonare quando era piccolo piccolo....ma non riusciva...perchè il frastuono della musica tunz tunz era talmente forte....
Alla fine...rinunciò a ricordare il colore del suo cuscino sul quale faceva bellissimi sogni e si adattò ad un cuscino qualunque.
Su questo cuscino faceva sempre lo stesso sogno....
....una giacca nera, un paio di scarpe nere, una cravatta grigia e un paio di occhiali neri...che indossava...tutte le mattine, per andare di fretta sempre nello stesso posto...un palazzo con tante finestre e una di quelle finestre era la sua. Poi il sogno continuava...lui usciva dal palazzo, facendo sempre la stessa strada tornava nella sua casa e accendeva la televisione...e poi andava a dormire e faceva sempre lo stesso sogno...
....una giacca nera, un paio di scarpe nere, una cravatta grigia e un paio di occhiali neri...che indossava...tutte le mattine, per andare di fretta sempre nello stesso posto...un palazzo con tante finestre e una di quelle finestre era la sua. Poi il sogno continuava...lui usciva dal palazzo, facendo sempre la stessa strada tornava nella sua casa e accendeva la televisione...e poi andava a dormire e faceva sempre lo stesso sogno...
....una giacca nera, un paio di scarpe nere, una cravatta grigia e un paio di occhiali neri...che indossava...tutte le mattine, per andare di fretta sempre nello stesso posto...un palazzo con tante finestre e una di quelle finestre era la sua. Poi il sogno continuava...lui usciva dal palazzo, facendo sempre la stessa strada tornava nella sua casa e accendeva la televisione...e poi andava a dormire e faceva sempre lo stesso sogno...
....una giacca nera, un paio di scarpe nere, una cravatta grigia e un paio di occhiali neri...che indossava...tutte le mattine, per andare di fretta sempre nello stesso posto...un palazzo con tante finestre e una di quelle finestre era la sua. Poi il sogno continuava...lui usciva dal palazzo, facendo sempre la stessa strada tornava nella sua casa e accendeva la televisione...e poi andava a dormire e faceva sempre lo stesso sogno...
...finchè un giorno...si tolse la giacca nera e la buttò. La cambiò con una giacca azzurra. Buttò le scarpe nere per indossarne una verde e una rosa. Buttò la cravatta grigia e la cambiò con una cravatta arancio.
Buttò gli occhiali neri...e si mise un paio di grandi occhiali rossi. Da clown.
Aveva ricordato il colore del suo cuscino...che era semplicemente bianco ma nella sua mente era un cuscino d'oro...aveva ricordato la melodia che suonava quando era piccolo piccolo....
i sogni son desideri...
...non dimenticate mai il colore del vostro cuscino."

domenica 1 aprile 2012

Affidabile!!!

Il Blog Affidabile
            

A quanto pare sono stata "nominata" e, siccome non credo di essere in grado di ricostruire una perfetta sintesi del perchè e del percome, farò un copia e incolla del post dell'amico Marco Siena, del blog "Prima di Svanire", modificando semplicemente i nomi...
...(e già questo la dice lunga sul fatto che...il blog è affidabile ma la blogger un po' meno :-)

Bella sorpresa quella di ieri, fattami dall’amico Marco Siena del blog Prima di Svanire. Mi ha assegnato il premio Sito Affidabile, che a sua volta ha ricevuto da un blogger suo amico. Un’iniziativa che a prima vista può sembrare un semplice meme, ma che in realtà permette di condividere siti e blog, autocertificandone la validità e l’affidabilità, in termini di contenuti e di serietà nel curarli. Ringrazio ancora Marco per avermi scelto tra i magnifici 5 che compongono la rosa di blog da premiare.
Come si distingue un Blog Affidabile? Per alcuni semplici ma importanti regole:
1) E’ aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non è infarcito di troppa pubblicità
Cosa deve fare chi riceve il Premio ? Ecco come procedere:
A) Se ricevi il premio, scrivi un post sul tuo blog ringraziando il sito/blog che ti ha nominato con un link ed inserisci dove preferisci sul tuo sito/blog il distintivo de “Il Blog Affidabile” che trovi in questa pagina. Spiega inoltre brevemente quando e perché hai deciso di aprire il tuo blog. B) Nello stesso post segnala altri 5 siti/blog che a tuo giudizio sono meritevoli di menzione. Ricordarti di far precedere l’elenco dei blog che hai scelto da questa dichiarazione solenne:
“Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio “Il Blog Affidabile” disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio“.
Se conosci più di 5 blog meritevoli di ricevere il distintivo del blog affidabile consigliaceli e li terremo in considerazione per il premio.
C) Fai sapere ai blog/siti che hai scelto che sono stati premiati inviando loro un link a questa pagina se vogliono saperne di più sul Premio e sul suo funzionamento.
Bene e ora, premi!
“Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio “Il Blog Affidabile” disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio“.
http://primadisvanire.it
http://ilmiogirodelmondoconbraulio.blogspot.it
http://www.minimarketing.it/
http://vitedicarta.blogspot.it/
http://unmorbidocuscino.wordpress.com

Adesso mi sa che mi tocca spiegare come e perchè è nato Bikiniamarantoblog.
In realtà, è sì nato, ma sta ancora muovendo i primi passi.
Ha sostituito il mio ex blog her.etico, che ormai aveva concluso il suo percorso.
E' nato perchè la "bloggerite" dà dipendenza e dopo due mesi di pausa...non ce la facevo più.
Bikiniamaranto non è ancora in grado di fare ciò per cui è nato. Per il momento si esercita raccontando le serate del corso di teatro che sto frequentando. Ma appena sarò pronta ( gli dèi me lo comunicheranno concedendomi più tempo e spensieratezza :-) inizierò a "fare sul serio".

Detto questo vi saluto, augurandomi che questa iniziativa si allarghi a dismisura! Buona lettura!

Grazie Marco! (per la "nomination" e per avermi concesso telepaticamente di copiarti il post :-)
Spero di aver fatto tutto bene...
...metto anche una canzoncina in tema...come è nel mio stile...